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DA JAZZIT

Susanna Stivali, con questo suo disco d’esordio,non si fa per niente intimidire dai pericolosi fondali dello scat. La cantante dimostra padronanza e savoir faire anche nel guidare una solida band-composta da Luca Mannutza (pf), Marco Loddo (cb), Nicola Angelucci (batt) - affiancata in quattro tracce da un esplosivo Rosario Giuliani. Dotata di una singolare vocalità agrodolce, la Stivali affronta nel lavoro tre standard che ci danno un buon quadro della sua abilità nel giostrare la difficile materia del passato (Nature boy,Lazy afternoon,Close your eyes). Sul fronte degli originali, la vocalist addirittura si spinge oltre, offrendo cinque sue composizioni. Tra queste emerge la ballad A secret place, soffice e suadente,come le altre presenti nell’album:la conclusiva Tide,oppure All the joys,dove gica con i testi di Emily Dickinson,consacrandola tra le vere perle del disco.

G.T.


DA MUSICA DI REPUBBLICA
IL JAZZ INDOSSA GLI STIVALI E HA PROPRIO UN BELLO SCAT

L’ugola un po’ stropicciata e un bello scat: la cantante Susanna Stivali ci porta nel suo Secret place, luogo della memoria dove ripescare vecchie perle (Close your eyes,Nature boy,Lazy afternoon) e composizioni originali,come All the Joys che la vocalist ha costruito su un testo di Emily Dickinson. Ospite d’onore Rosario Giuliani, sassofonista di cuore e, almeno in Francia, in odore di santità (jazz).

Francesco Màndica

DA UPBEAT (anno 2000)
Eric Montfort reviews the tenth edition of The Malta International Jazz Festival 2000 which was held at Valletta last weekend.

…Roman singer Susanna Stivali and her band were the opening act on Saturday. They were charming, well-versed and precise in delivery. Stivali and co did a mixture of be-bop and traditional swing arrangements. Combining a flair for catchy compositions with her classically-trained technique, Stivali manages to reflect both her European heritage as well as her Berklee background.

She also interacted very well with her highly-prowessed backing band which comprises Luca Mannutza (piano), Maurizio Matera (drums) and Marco Loddo (bass). She also scatted with finesse when she did a version of a song written by the Afro-American singer Racelle Ferrell:‘Don’t Waste Your Time’ and was indeed more articulate on her own composition ‘Ex’.

Then I could not but remember how such a style became so popular when Scatman John revived it to universal acclaim five years ago. Sadly he passed away last December of lung cancer aged 57, three years after Ella Fitzgerald, who perfected this style. Stivali is also outstanding because she also manages to sing in perfect English and she was indeed very evocative on the closing number, a version of Duke Ellington’s ‘I got it bad’.

“I followed closely the late Betty Carter for voice technique when I studied at Berklee. I consider singing as a way of mastering different sounds. It’s an ongoing developing process. After all, singing in different languages is so stimulating and challenging ” added Stivali when I interviewed her after her performance.

However she agrees that it is very difficult to adapt to singing in Italian not least due to the swing rhythms which may not conform to Italian styles although then there is always a way of getting around with instrumentation, which is in itself, provides a universal language. Given more time and attention, Susanna Stivali can easily become Italy’s answer to Britain’s Claire Martin….

ERIC MONTFORT


DA PERCUSSIONI

Lontano anni luce dalla logica del disco biglietto da visita. L'album d’esordio della cantante Susanna Stivali stupisce per la maturità artistica dei supi interpreti. L’artista romana e anche autrice di cinque degli otto brani del disco e leader del quartetto che vede alla batteria il bravissimo Nicola Angelucci. Susanna ama il ritmo e lo si avverte nel'intro di “Ex” in cui mostra come la voce possa essere uno strumento non solo melodico.Tra i brani più belli, ”All the joys” e la title track.

M.C.

DA BAZARWEB suoni del globo

Una nuova linfa jazz ultimamente sta percorrendo Roma. Ne è dimostrazione il primo album solista pubblicato dalla cantante autrice Susanna Stivali che dopo anni di studio ed esperienze nel mondo del jazz, tra i quali anche un prestigioso periodo di studio in America insieme al pianista Luca Mannutza, realizza questo lavoro ricco e interessante.

La cantautrice romana stupisce per la capacità di comporre una musica che, pur lasciando inalterate le caratteristiche più classiche del jazz, si invola in un percorso fatto di intuizioni e modernità. Il suo affiatamento con Mannutza è già a livelli eccelsi.

I due sanno benissimo dove arrivare, in ogni nota si respira un sistema interpretativo e improvvisativo di grande livello. Le strutture dei brani sono manipolate e usate con un senso dello swing e della dinamicità che lasciano più che intuire le grandissime capacità di quest’ artista, destinata a scrivere pagine importanti per il jazz italiano.

Fabio Murru

DA SHYREC.COM

“Close your eyes” canta Susanna Stivali, chiudi gli occhi e ascolta.
Supportata da una formazione alquanto precisa e fantasiosa, la "jazz singer" ci trasferisce immediatamente all'ascolto di spazi musicali spesso originali: la difficoltà di raggiungere questi ultimi sovente è dettata da contaminazioni quasi inevitabili.

E' a gomito a gomito l'improvvisazione, nel suo Lazy Afternoon fa ricordare la grande Carmen Mcrae. Risolve bene in Ex, somigliando ad una musica etnica ispirata, anche se pur lontanamente, ai "ragam" indiani.

Il quintetto che l'accompagna esalta soprattutto i brani firmati dal suo polso: All the toys (E. Dickinson/S. Stivali), testo sottile e vocalità calda, che generosamente mette in primo piano il bel sax alto di R. Giuliani. Un buon prodotto!!! Soprattutto per il mixaggio e il lavoro in studio, da consigliare in ogni modo per serate d'ascolto in compagnia.

Oscar Rosina

DA: "ALL ABOUT JAZZ" Vittorio Lo Conte
Susanna Stivali - la vera sorpresa fra le incisioni arrivate in redazione.

 

Senza timore reverenziale si misura con due famosi standards dando una propria impronta nelle esecuzioni e candidata fra le migliori esordienti della sua categoria, non solo in Europa. Sul "Close Your Eyes" di apertura brilla subito il pianista Luca Mannutza: sembra che abbia accompagnato cantanti per tutta la vita nelle notti dei club fumosi, con una voce originale allo strumento e tuttavia preciso nel rispetto degli arrangiamenti e dell'equilibrio di gruppo.

 

Su "Nature Boy" - un cavallo di battaglia di molti colleghi e di recente inciso da Kevin Mahogany e Kurt Elling - la cantante italiana riesce a creare un atmosfera straniata che ben si adatta al famoso testo.

 

Sui propri brani - scritti in inglese - ispirata sia dal punto di vista esecutivo che compositivo. Qui il sassofonista Rosario Giuliani, con la sua voce intensa al sax contralto, la accompagna sottolineando i testi. Un intervento, il suo, che dà varietà alla sonorità del disco.

 

Dopo l'ascolto di un paio di brani ci si rende conto che è lei la vera protagonista del disco, insieme al pianista Luca Mannutza, con cui si intende telepaticamente. In ogni momento sanno in che direzione andare e come modellare le atmosfere dei brani.

 

A Secret Place è un riuscito esordio per la cantante romana oltre che una fra le migliori produzioni italiane dell'ultimo anno.

DA: JAZZITALIA
Susanna Stivali esordisce con un CD importante per vari motivi.

 

Innanzitutto perchè una cantante non può non essere leader e credo che dopo vari anni di esperienza live Susanna Stivali abbia finalmente acquisito questa difficile caratteristica, e poi perchè questo CD contiene delle proprie composizioni attraverso le quali si evince ancora di più come l'uso della voce sia oramai completamente paragonabile a quello di un qualsiasi strumento.

 

Il jazz di Susanna Stivali è moderno, attento ai più attuali stilemi interpretativi e improvvisativi, senza però tralasciare un'impostazione tradizionale. Canta con quel dolce sound leggermente "fuori" che ci riporta alla grandissima Betty Carter, ha un ottimo senso dello swing, cura molto le dinamiche, improvvisa su tutte le strutture e si fa supportare egregiamente da musicisti di ottimo livello con cui ha suonato praticamente da sempre.

 

Eccellente Luca Mannutza al piano, accompagnatore attentissimo ad ogni sfumatura e sempre pronto a rimarcarla in modo sempre pertinente, così come Marco Loddo costante punto di riferimento e il "martello ritmico" Nicola Angelucci.

 

Ovviamente impeccabile anche Rosario Giuliani che impone il suo sax alto su 4 brani. Tra le composizioni di Susanna Stivali vanno sicuramente sottolineate Tide ed Ex , la title track A Secret Place, un bel 3/4, così come meritano di essere menzionate sia Close Your Eyes e Nature Boy (bel solo di Mannutza).

DA: LA STAMPA WEB
Questa settimana Fungus Inigo Starsailor Strokes Tributo a Syd Barrett Gli altri articoli Canzoni Ostinate di Marco Novaro Susanna Stivali A Secret Place (Alfa MusicI, 2003) 1 ottobre 2003

 

Il jazz è più che mai vivo e vitale, e non mi riferisco tanto alla buona programmazione offerta da qualche illuminato live club. C'è un continuo fermento creativo, che non riguarda solo le personalità più in vista, ma che spinge anche una "debuttante" d'eccezione come Susanna Stivale a concretizzare in un CD il proprio talento di autrice oltre che di interprete.

 

A Secret Place, che su otto titoli presenta ben cinque inediti, è l'opera prima della vocalist che ne ha firmato sia le musiche che i testi. L'estensione ampia e il timbro limpido della sua voce caratterizzano tutte le composizioni, costruite attorno ai suoni più tradizionali, ma con un occhio rivolto anche al jazz contemporaneo e di ricerca. Il lungo tracciato di Ex, per esempio, si sviluppa da un'introduzione ritmico-strumentale della sua voce, di forte impatto emotivo e tecnicamente sorprendente.

 

Anche l'azione diretta sulle corde del pianoforte in Lazy afternoon - procedimento che affonda le radici negli studi pioneristici di John Cage - conferma l'attitudine dell'album a misurasi anche con i linguaggi più moderni. Al contrario, i preziosi velluti di All the joys (con un testo di Emily Dickinson), di So far, di Close your eyes e della stessa A secret place stemperano i precedenti spunti di recherce jazzistica rendendo altamente fruibile l'ascolto complessivo del CD anche nei suoi picchi più impegnativi.

 

Ad accompagnarla nel suo primo lavoro da solista troviamo Rosario Giuliani in veste di special guest. Fra i suoi interventi si segnalano quelli di Tide, canzoneche parte da un'atmosfera notturna e malinconica che cresce sull'onda del suo sax. Un disco raffinato e di spessore. Una scrittura originale e un grande talento interpretativo. Questo, in sintesi, è il mondo ora un po' meno segreto di Susanna Stivali.

Dal sito WEB MUSICA ROMA
A Secret Place il nuovo disco di Susanna Stivali Giovane voce del jazz italiano - di Federica Baioni

 

Giovane voce del panorama jazz contemporaneo italiano, dopo aver maturato valide esperienze di studio classico e lirico in Italia e approfondimenti jazz oltreoceano presso uno dei più prestigiosi atenei musicali statunitensi il Berklee College of Music di Boston, Susanna vanta all'attivo numerose collaborazioni con artisti del calibro di Miriam Makeba e Lee Konitz.

 

Il disco recentemente uscito con l'etichetta Alfa Music l'ha vista impegnata in tour estivi presso i più importanti festival di settore della penisola, tra cui la rassegna Jazz&Image a Villa Celimontana a Roma e il Lucca Summer Fest dove tra l'altro ha aperto con il suo Quartetto Jazz il concerto di Giorgia Todrani.

 

Dotata di una voce ai confini tra il gospel ed il soul, non a caso ha maturato esperienze come vocalist in cori gospel sia in Italia ma soprattutto negli Stati Uniti, (da segnalare la grande collaborazione con Il Reverence Gospel Choir diretto dal m¡ Dennis Montgomery III) Susanna spazia tra improvvisazioni e scat vocali cari alla matrice be bop prettamente jazzistica, a ballad struggenti e di sua composizione come la trasposizione musicale del testo della poetessa Emily Dickinson di intensa e vibrante sensibilità vocale che la vedono usare sonorità più rarefatte e di chiara provenienza soul.

 

Ad accompagnarla in questa nuova avventura musicale quattro bravi talentuosi musicisti con cui la cantante collabora da ormai tre anni in un fitto carnet di impegni nei jazz club di tutta Italia. Al pianoforte il vigoroso ed eclettico Luca Mannutza, al contrabbasso il creativo ed intenso Marco Loddo ed alla batteria un giovane talento dotato di grande sensibilità Nicola Angelucci.

 

A cesellare il suo debutto discografico e autoriale un grande virtuoso del sax italiano Rosario Giuliani, che accompagna la cantante nei suoi quattro brani inediti: Ex una vorticosa danza introdotta da un meravigliosa improvvisazione vocale mai scontata, All The Joys poesia in musica di Emily Dickinson, A Secret Place una bellissima ballad in cui l'interprete si lascia cullare dalla melodia e Tide brano scritto e arrangiato magistralmente.

 

Quattro bellissime composizioni che vedono impegnata Susanna nella doppia veste di interprete ed autrice dei testi e della musica. Una vera artista impegnata nella ricerca profonda di nuove sonorità e contaminazioni musicali che vanno aldilà del jazz vocale e di repertorio classico a cui nel disco si da egual tributo (Nature Boy di E.Ahbez Close your Eyes di B.Petkere e Lazy afternoon J.Latouche e J.Moross) abbracciando testi frutto della sua ricerca autoriale personale di raro ed encomiabile interesse.

Antongiulio Zimarino - Jazz Convention
Indubbiamente per questo suo disco di esordio, la Stivali ha fatto bene le cose: ha costituito un trio solido con un ottimo pianista (Mannutza) che ha contribuito alla scelta generale di arrangiamenti quanto meno possibile stereotipati (close your eyes - Lazy afternoon - Nature Boy) in particolare nei brani non originali. Ha inserito anche un grande sassofonista (Ex) ricco di espressività ed energia che legasse idealmente col suo vocalismo spigoloso e nervoso e ha spinto i brani verso tensioni contemporanee, fuori dai lidi sicuri della "brava cantante".

 

Osserviamo davvero con interesse l'impegno della Stivali anche come autrice ad offrire attraverso il canto e la vocalità qualcosa "oltre" l'esecuzione o il virtuosismo. Effettivamente le sue composizioni, non facili, presentano spunti di un certo interesse e di apertura che tengono viva l'attenzione e non lasciano facili prevedibilità.

 

In All the joy un testo della Dickinson diventa tessuto di una ballad tradizionale che sembra ben interpretare la sottile serenità del testo: il che ci dimostra una attenzione dalla Stivali ad una "parola" che non sia pura sonorità, ma che rispetti il senso unitario di canzone, li dove le note (e viceversa le parole) possano essere l'anima della parola ( e viceversa, della musica).

 

Qualche volta l'indulgenza alla "rarefazione" eccessiva allenta un po' la tensione, ma a sorpresa scopriamo (lazy afternoon) una maturità della "band leader" in grado di dosare bene gli effetti e "scompensare" ciò che apparirebbe prevedibile con una "destrutturazione" dell'arrangiamento davvero contemporanea che non cade mai nello "sperimentalismo" fine a se stesso, In definitiva ci sembra davvero un ottimo esordio, stimolante e ricco di spunti suggestivi e di tentativi di liberarsi dei cliché pur senza negare un bagaglio di tradizione.

 

Il cd ha la singolare maturità di trovare un punto di equilibrio proprio tra tradizione ed innovazione e di averlo spinto, nel campo del vocalismo, una soglia in più di quello che abbiamo avuto modo di ascoltare nell'ambito delle giovani cantanti italiane, dotate forse di voci anche migliori, ma non di questa sapienza tecnica, musicale e interpretativa. Complimenti.

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